domenica 29 marzo 2009

ALESSANDRIA - CORRADO PARISE HA ALZATO IL TIRO: ORA E' TUTTO NELLA NORMA O NELLA TOSCA?

il cannocchiale
PRATICARE LA VERITA'

IL PEPERONE DELLA MOTTA SEMPRE PIU QUADRATO NUOVA BOMBOLETTA PRAY ANTIAGGRESSIONE AI COMMERCIANTI la città invasa da lupetti e lupacchiotti LE RONDE PER LA NOSTRA SICUREZZA ELECTRIC GIRL ON STAGE IL GIORNALINO DEI NOSTRI COLORATISSIMO E GRANDE
PANCHINE E CESTINI PER I RIFIUTI CON LE TERZINE DI DANTE ECCO IL NUOVO NUMERO DEL FABBIO ALESSANDRIA ASPETTA STORACE Grigi, una domenica da dimenticare.
Sconfitte anche per Valenzana e Casale
Un musical con Marisa Laurito e Marina Fiordaliso Casalbagliano va di corsa con i bersaglieri


Quando era neonato questo blog pubblicò una cronaca politica locale.
Quella tra Corrado Parise (PD) e Amministratori della città di Alessandria (ex CdL ora Pdl?).
Area urbana scelse di intitolare i post sulla faccenda "ssshttt", numerandoli progressimamente.
Qualcuno non capì.
Altri se la presero.
Molti usarono l'ormai trendy politico "me ne fotto".
Pochissimi persero tempo per scrivere delle cose.
Ci furono anche i seminatori di zizzania inframmezzati.
Uno che si battezzò Muzio Scevola e fece sermone sull'etica dell'anonimato altrui non pensando al proprio.
Un altro che da sconosciuto chiedeva in questo blog a Parise/Bellotti alcune cose cose che onestamente non capimmo.
Bene hanno fatto i due a non rispondere.
Arrivarono pure considerazioni su che tipo di nemici potessero essere questi di Area Urbana.
Capiamo che appena nasce una realtà sia difficile collocarla nel proprio schema di giudizio.
Non è obbligatorio però farlo.
Anzi, cerchiamo di smetterla tutti se possiamo.
Sia chiaro che ad Area Urbana non interessa nel modo più totale la classificazione altrui.
L'unico modo per provare a comprenderci è leggere in questo spazio.
Ma comprenderci e diverso da prenderci.
Prendere è ridurre qualcosa, possederla.
Renderla diversa dalla originalità
Area Urbana non vuole sottostare.
Questo è un punto fermo.
Date anche una sola occhiata veloce ai circuiti nei quali siamo inseriti.
Sono qui le cose da vedere.
Chiare e senza nebbie.

*****

Dicevamo di quei post, quelli del "shhht".
Ci si arrabbiò pensando che quei titoli fossero una critica al silenzio dei "giornalisti" locali.
Magari chi si arrabbiò non è neppure giornalista.
Però almeno reagì.
Gli altri, appunto: "shhht".
A nulla poi valse il cercare di fare capire che le interpretazioni del tutto personali [su di noi], erano sbagliate, non corrispondenti allo spirito dell'azione scritta.
Fa nulla. C'è il tempo che aggiusta le cose.

Così adesso possiamo dire che avevamo ragione.
Che brutta cosa il "te l'avevo detto".
Eppure l'avevamo detto.

E' calato il silenzio sulla questione.
O meglio: qualcuno prova ancora a parlarne, ci ha provato.
Corrado Parise è riuscito a "farsi ascoltare" almeno da qualche giornalista professionalmente cosciente.
Così La Stampa aveva firmato un pezzo.
E da lì è stato di nuovo un rincorrere la citazione.
Cioè: ne avete data notizia, ma con un bel copia/incolla, scrivendone naturalmente la fonte.
Come dire: informate i fatti e non dei fatti.
Altri hanno letteralmente fatto finta di nulla.
Scegliendo non solo il silenzio, ma la pubblicazione di incensi ai rappresentati dell'Amministrazione cittadina.
Andateveli a rileggere i giornali di quei giorni.
E'stato penoso. Dire leccaculo è metafora.

Poi il Consiglio Comunale nel quale i politici di maggioranza rispondono sul caso.
Ne ha parlato La Stampa e tutti gli altri, ma tutti!
Caspita se di quello se ne deve parlare!
Riusciamo pure a leggere che Corrado Parise, presente alla serata in loggione, manda un sms: pubblicato.

Ricapitoliamo:
Un politico del PD cittadino pubblicamente in conferenze stampa e con proprie dichiarazioni scritte e a più riprese informa tutti su:

un compenso di 50.000 euro, per consulenze, dati alla moglie di un Assessore di Maggioranza per un incarico che l'Amministrazione le affida sull'emergenza cromo a Spinetta Marengo.
Ora non sta a noi valutare altro, se non che chi amministra la cosa pubblica debba rendicontare con precisione come usa i soldi del contribuente.
Il cittadino della strada vuole sapere per esempio:
  • quanto costa all'ora la consulenza di quella specialista;
  • quante sono le ore lavorate;
  • per quanto tempo;
perché sarà pure legittimo dare 50.000 euro per un lavoro affidato ad una moglie, ma è pure eticamente corretto informare su come se li sia guadagnati.
Perché è ora di finirla con gli schiaffi in faccia a chi non ha più un lavoro, non percepisce neppure la CIG, ai precari, a chi perché non arriva a fine mese se ne va alla mensa della caritas per mangiare...
E' veramente ora di piantarla con questa gestione della cosa pubblica che diventa privata e deve restare così.
Ma chi ve l'ha detto?
Quindi per prima cosa che si dica quanto richiesto: così facciamo un po' di conti e riusciamo anche a capire quanto ci costa all'ora una qualsiasi consulenza.
Il PD, sempre per comunicati di Corrado Parise, scrive che in 6 mesi il Comune di Alessandria ha speso 730 mila euro in consulenze.
E pure qui, per cortesia etica, è opportuno ci facciate conoscere i nomi dei consulenti, le ore lavorate, per quanto tempo e il percepito da ognuno.

Ma i giornali non riescono a chiedere queste cose senza avere soggezione?
E' un atto dovuto nei confronti di chi guadagna poco più di 1000 euro al mese, che sono la maggioranza della forza lavoro italiana e cittadina, e che da quei 1000 euro obbligatoriamente versano contributi per gli enti locali.
Non è legittimo chiedere come vengono adoperati i nostri soldi?

Altro punto Parise Vs Amministrazione:
Ne abbiamo letto, ripetiamo che da non addetti ai lavori ci abbiamo capito poco.
Abbiamo solo forse compreso di operazioni non sicure che metterebbero a rischio il denaro pubblico.
E ancora che magari in un primo tempo l'operazione non era del tutto trasparente.
Tutto tace dopo le dichiarazioni di Parise.
Fino al Consiglio Comunale dove le cose vengono messe a posto perché l'Amministrazione decide di legalizzare l'atto con una delibera [è giusto dire così?].
Continuiamo ad ammettere che non ci abbiamo poi capito un granché.


Si dovrebbe anche chiedere agli amministratori, non solo di questa città, di fornirei dati circa gli incarichi politici di rappresenzaza, direzione, partecipazione dei loro prescelti... e di quanto questi incarichi siano, per chi li ricopre, lavoro a tempo pieno, part time, non lavoro... se questi "nominati" hanno oltre l'incarico politico anche un impiego pubblico o privato, se ci siano o meno conflitti, tra una cosa e l'altra. Perché se è vero che il presidente del consiglio è primo ministro, imprenditore, proprietario di reti televisive e testate giornalistiche e quant'altro... questo non significa che lui sia nel giusto e che quelli che lo imitano nello strapotere abbiamo la ragione a fare quello che vogliono.
Anzi, non è giusto per lui e non lo è neppure per i suoi seguaci.

Il presidente del consiglio dovrebbe decidere una volta per tutte se vuole fare il politico o l'imprenditore dell'informazione, o altro tra le decine di cose di cui si "occupa".
Solo in Ialia il primo ministro "gode" di certo pericoloso privilegio.
Come dire: chi fa il politico, rappresenta o si occupa di cosa pubblica a tempo pieno e percepisce stipendio e/o "rimborsi spese", per l'incarico che ricopre, come può contemporaneamente occuparti in un altro lavoro nel pubblico, pure questo a tempo pieno?

A parte che non può fare tutte le due cose bene, perché dovrebbe lavorare almeno 16 ore al giorno, se non di più. Ma è etico essere sempre presenti da una parte e per esempio mai, o quasi, nell'altra?
Il ministro Brunetta che così tanto bacchetta i dipendenti pubblici comuni considerandoli "fannulloni" [li multa per i primi 10 gg di malattia anche se sono realmente ammalati, li costringe agli arresti domiciliari duri (11 ore al giorno disponibili per visita fiscale ed 1 sola, dalle 13.00 alle 14.00, a "disposizione" per andare in farmacia, dal medico, a farsi la spesa... per chi vive da solo è umiliante)], appunto, questo ministro, altrettanto doverosamente, se non di più, dovrebbe iniziare a mandare ispezioni a sorpresa ai suoi dirigenti, verificando quali di loro, per impegni politici, non siano quasi mai presenti al proprio posto di impiego pubblico e metterli di fronte alla scelta: o di qua o di là.

Eppure molte di queste cose sono sotto gli occhi di tutti.
Ma quei tutti o quasi hanno taciuto nel tempo, e tacciono.
Se ne parlano lo fanno solo sussurrando e...

Quello che era il nostro "ssssht!" ironico/sarcastico è diventato realtà.
Nessuno ci informa più sulle questioni.
Se non le capiamo è perché non ce le spiegano chiaramente.
Non usano parole tempestive e chiare.
Ma magari non lo fanno perché tutto va bene.
Significa che tutto è a posto.
Nella Norma.
Va bene così?
Le cose sono a posto e ognuno può fare quello che vuole?
Possiamo state tranquilli quindi?

******
Abbiate la bontà di dircelo.
Perché voi che vi occupare delle notizie non lo state facendo.
Non lo stanno facendo gli amministratori se non nei loro palazzi e nelle loro riunioni.

Parrebbe, ma non si garantisce parvenza che tutto sia tornato normale.
Silenzio che di casino magari se ne è fatto anche troppo.
C'è qualcuno che oltre a Corrado Parise ha voglia di alzare la testa?
Anche all'interno del suo partito. Qualcun altro verrà allo scoperto o sarà lui e solo lui a battersi per scoperchiate la pentola?
E Rifondazione Comunista? E i democratici altri?
I liberali?
I cristiani?
Perché o l'abbiamo capito, o non c'è altra via, in questa italietta nerissima e di regime... chi parla di verità viene isolato.
Anche dai suoi stessi compagni di partito.
Perché il quieto vivere di questa democrazia da quattro soldi che hanno instaurato, tutti, nessuno escluso, è basato sul silenzio assenso.
E se qualcuno parla i mezzi per farlo tacere sono tanti.
Il più usato è non veicolare quello che dice.
Poi se non basta si passa al discredito.
Fino a raggiungere la misura dello steccato.
Costruirglielo intorno e isolarlo [lo steccato].
Anche dai suoi stessi "amici" [la costruzione? La messa in opera?]
Ma perché è così difficile praticare Verità?

N.B.: poi ci sveglieremo un mattino e ci diranno che abbiamo vinto un premio al Grinzane Cavour.
Ci permetterete di rifiutarlo?
Grazie